SPUNTA LA “PROVA REGINA”: LE DUE STUDENTESSE AMERICANE HANNO SCATTATO UNA FOTO AI CARABINIERI DURANTE LO STUPRO

 
 
 

C’è una foto, scattata da una delle due studentesse americane con il telefonino, che potrebbe incastrare i due carabinieri di Firenze accusati di stupro dalle ragazze ventenni. Il più anziano dei due, un quarantenne con moglie e un figlio e 20 anni di carriera alle spalle, si è presentato dagli inquirenti per fornire la sua versione dei fatti: “Abbiamo avuto un rapporto sessuale ma lei era consenziente, e non mi ero accorto che fosse ubriaca”, ha spiegato il militare.

La versione delle due ragazze che hanno denunciato l’aggressione, però, è completamente differente. E in mano all’accusa, rivela il Corriere della Sera, ci sarebbe proprio una prova fotografica che le due americane hanno presentato la notte stessa della denuncia. La vittima, durante il rapporto sessuale coatto, è riuscita a tirare fuori lo smartphone e scattare una foto: “Si vede –  scrive il Corsera – parte del corpo dell’uomo, si riconosce la divisa e la fondina con la pistola”. Sulla foto è riportata anche data e ora in cui è stata scattata, la notte tra mercoledì e giovedì scorsi. La violenza sarebbe avvenuta in 20 minuti, tra le 2 e le 3 di notte.

Le due ragazze uscite dalla discoteca Flo dopo una serata di bagordi, non trovando un taxi, avrebbero accettato un passaggio offerto loro dai due carabinieri in servizio (già solo questo fatto, di per sé, avrebbe portato a sanzioni ai due agenti). Riaccompagnate a casa sulla volante, in centro a Firenze, i due carabinieri le avrebbero seguite nell’androne del palazzo (“Ci hanno detto loro di entrare”, ha spiegato uno dei due agenti indagati) e qui, tra ballatoio e ascensore, sarebbe scattata la duplice violenza. Una delle due ragazze era talmente ubriaca da non riuscire a stare in piedi, particolare questo confermato anche dal carabiniere che ha in parte confessato cos’è accaduto quella notte. Dopo la violenza, le due ragazze sono rientrate in casa dove c’erano due amiche (“Non abbiamo urlato perché eravamo sotto choc e i due erano armati, avevamo paura”, hanno spiegato poi le due studentesse). Una delle due vittime è svenuta e poi, intorno alle 4, hanno trovato la forza di alzare il telefono e denunciare l’accaduto. 

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